L’immagine aziendale, strategia per fare la differenza

E’ inutile avere il prodotto migliore del mondo se il mondo non lo sa. E questo vale a maggior ragione nell’era del digitale, dove le informazioni sono fluide e veloci.

La crisi c’è, ma niente panico! L’arte del kaizen

Antonio era il titolare di una piccola impresa, con 8 dipendenti. Non si aspettava che le cose andassero in questo modo, ma nel 2014, divorato dai debiti, ha dovuto chiudere i battenti, lasciando il personale senza lavoro. Quante storie così abbiamo sentito, dal 2008 a oggi? Tante, troppe. E spesso queste storie hanno un denominatore comune: la difficoltà kaizennel capire come rinnovarsi in un mercato sempre più esigente e innovativo. Si, perché mentre molte aziende hanno sempre concentrato la propria attenzione sul prodotto (e i costi), il consumatore si è evoluto e non è stato lì ad aspettarle.

Non stupisce quindi che molte delle piccole e medie imprese che ce l’hanno fatta, siano quelle che hanno deciso di investire non solo nella qualità del proprio prodotto, ma anche nella comunicazione. E’ inutile avere il prodotto migliore del mondo se il mondo non lo sa. E questo vale a maggior ragione nell’era del digitale, dove le informazioni sono fluide e veloci. Gli imprenditori di oggi, gli eroi che la crisi, anziché subirla la cavalcano, hanno quindi imparato che per vendere il proprio prodotto devono prestare attenzione alle richieste del mercato e analizzare il loro ambiente operativo, e che il ROI non è legato esclusivamente ad attività quantificabili in termini monetari a fine giornata. Come insegnano i giapponesi, kaizen significa sfruttare i momenti di crisi per capire come migliorarsi.

Nel mercato post-crisi, il senso del kaizen è quindi quello di acquisire una mentalità imprenditoriale al passo coi tempi, e questo implica di rivedere il modo in cui ci si rapporta con il mercato. Il marketing ci insegna a curare tutti gli aspetti della comunicazione, e in questo articolo ci soffermeremo in particolar modo sull’immagine aziendale.

Dimmi chi sei e ti dirò quanto vali

Tute da lavoro personalizzate per la tua immagine aziendale coordinata
“Trasformare un capo d’abbigliamento in un’icona riconoscibile che identifichi i valori aziendali”

Va da sé che non ha senso curare l’immagine aziendale trascurando completamente la qualità del prodotto o dei servizi che si offrono, ma questo è sempre stato importante, anche prima della crisi. Soprattutto considerando il fatto che i consumatori sono sempre più preparati ed informati, grazie ad internet. Spesso infatti prima di giungere ad una scelta, verificano in rete la qualità, le caratteristiche e le recensioni del prodotto, giungendo così molto consapevoli all’acquisto finale. Non è quindi aggiungendo informazioni ridondanti che potremo riuscire a spostare l’ago della bilancia a nostro favore, a far propendere per il nostro prodotto piuttosto che per un altro. Cosa possiamo fare quindi per convincerli a scegliere noi?
Oltre alle caratteristiche tecniche, intrinseche del nostro servizio o prodotto, si aggiunge la qualità percepita. A parità di prodotto o servizio, infatti, quello che fa davvero la differenza è il valore aggiunto che ad esso si accompagna. E uno dei vettori principali di qualità percepita è l’immagine aziendale. Quante volte, facendo la spesa, ci ritroviamo a scegliere un prodotto anziché un altro basando la nostra preferenza sul packaging? Ci sono confezioni che danno un aspetto chic, altre che hanno un’aria più cheap. E’ la confezione che definisce il valore del prodotto che contiene. Ebbene, lo stesso principio vale per la nostra azienda.
Potrebbe sembrare un concetto rivoluzionario, tuttavia la cura della propria immagine come mezzo per comunicare una maggior qualità è una pratica ormai scontata nell’ambito commerciale. Basti pensare ai franchise, al modo in cui l’immagine dei punti vendita viene coordinata in ogni dettaglio, o a quanto investono nel proprio aspetto gli agenti di commercio, che con i clienti si rapportano in modo diretto.

Se quindi questo modo di presentarsi fa da sempre parte integrante delle strategie commerciali di imprese grandi e piccole, è anche vero che al giorno d’oggi non è più sufficiente applicarlo solo in quest’ambito. L’immagine coordinata deve permeare tutta la filosofia aziendale, per comunicare al cliente l’unità di intenti e di valori che rappresenta tutta la nostra impresa. Le grandi aziende hanno capito da molti anni che anche l’abbigliamento da lavoro, le divise, sono un efficace strumento di comunicazione e di branding (e se non ci credete, fate un giro da Mediaworld indossando una polo rossa!), ma nulla vieta alle piccole e medie imprese di riuscire ad ottenere lo stesso risultato, ovvero trasformare un capo d’abbigliamento in un’icona riconoscibile che identifichi i valori aziendali.
Ecco quindi che inconsciamente il valore aggiunto di un’azienda passa anche attraverso la cura che questa mette nella propria immagine, creando una comunicazione organica, a partire dalla propria presenza su internet, allo stile dei propri punti vendita fino ad includere la scelta dell’abbigliamento da lavoro per i propri dipendenti e collaboratori.

Curare la propria immagine può fare la differenza, comunica i nostri valori aziendali, dimostra al cliente finale che per noi è importante. Questo ci permetterà di instaurare un rapporto di fiducia, quella che il marketing chiama fidelizzazione, e che farà sì che il cliente torni a scegliere noi ogni volta.

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